Rennes-le-Château, la storia del sito

di Gianni Commenta

Oggi torneremo a parlare di Rennes le Chateau. Nel 1908, Antoine Fagès descrive così il paesaggio che si osserva dalla sommità della collina di Rennes:

Possiamo vedere gli strati rosso scuro del Daniano perdersi verso Campagne, a sud verso Granès e a nord, sprofondare, nel terziario, in una località detta Pastabrac. Questi terreni sono fortemente caratterizzati dalle ossa di Trilonosauro che si trovano spesso associate a pezzi di carapace di tartaruga. […] Uno scavo di tre metri è stato già iniziato a Sud, ed è stato rinvenuto un ossario che si estende per diverse centinaia di metri. Gli scheletri sono distesi e sovrapposti su sei/otto strati e orientati da Est a Ovest. Monsieur Tisseyre vi ha trovato due orecchini di bronzo. È forse una sepoltura risalente ad antiche guerre? La grande quantità di ossa che vi si trova non offre grandi ricchezze; forse il futuro riserverà interessanti scoperte.

Lo scenario archeologico secondo Christian Raynaud, è risalente ad un insediamento d’epoca paleolitica sulla sommità di Rennes-le-Château.

Tracce dell’epoca neolitica si ritrovano a poca distanza da Rennes-le-Château, sulla collina chiamata Le Casteillas, su questa antichissima via di passaggio sono state ritrovate alcune schegge di lame di selce e i resti di un villaggio risalente al 4000 a.C., in pieno Neolitico Medio.

Il sito è ricco di mole e vasellame databili tra l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro (dal 2000 al 50 a.C.) in un’area molto più ampia di quella coperta oggi, fa ipotizzare un’estensione dell’abitato maggiore, ma solo gli scavi stratigrafici potranno darci risposte dell’evoluzione della tribù nel corso dei secoli.

Verso la fine dell’Età del Ferro, tra il 100 e il 50 a.C., Rennes acquista una maggiore importanza negli scambi commerciali poiché è sulla via est-ovest che collega il Roussillon con le valli dell’Aude e dell’Hers; da Peyrepertuse attraverso Le Linas verso monte Bugarach, Le Bezu inclinava verso nord-ovest passando per la valle ai piedi di Rennes e proseguendo a nord-ovest verso Conhilac e Bouriège, biforcandosi, una parte a ovest verso Chalabre, l’altra a nord verso Limoux.

L’intera zona Rennes-le-Château godeva di un tenore di vita particolarmente alto, testimoniato dall’afflusso di di anfore di vini importati dall’Italia.

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