Shintoismo, una dottrina poco conosciuta – parte III

di Gianni Commenta

Testi sacri
I più importanti testi sacri e mitologici shintoisti sono il Kojiki (Cronaca di antichi avvenimenti) e il Nihongi (Annali del Giappone).

Il primo, Kojiki è in tre volumi, in lingua giapponese e la tradizione vuole che venisse fatto compilare da O no Yasumaro, su incarico della casa imperiale nell’anno 714. IL testo ripercorre la storia del Giappone dall’età degli dei fino alla morte dell’imperatore Suiko (628 d.C.). Il principe Toneri presentò nel 720 il Nihongi, un testo di trenta volumi redatto in cinese che narra la storia del Giappone dalle mitiche origini fino al 697 d.C. importante anche il Kujiki risalente al 620 d.C., attribuita al principe Shotoku Taishi,ma anche l’Engi shiki (Cerimoniale dell’era Engi), in cinquanta libri e compilato intorno al 905-927 da Fujiwara Tokihira e Fujiwara Tadahira.

I maggiori teorici di questo sistema furono Motoori Norinaga (1730-1801) e Hirata Atsutane (1776-1843).

La mitologia giapponese ci fa sapere che, in epoca primordiale discese dal cielo una coppia divina: Izanagi e Izanami, che fece nascere le isole e tutto il resto del mondo. A loro successe una serie di Kami , prima fra tutti la dea del sole Amaterasu che spedì sulla Terra un suo nipote. Uno dei suoi discendenti fu il primo Imperatore del Giappone e quindi tutti i giapponesi sono di origine divina.

Le danze rituali (kagura) hanno un’ origine molto antica, e consistono sostanzialmente in rappresentazioni pantomimiche dei diversi miti e vengono di solito eseguite da bambine di 10-12 anni.

Nella maggior parte delle case si trova un piccolo altare, kamidana, su cui sono disposti oggetti simbolici come un amuleto per i kami, uno specchietto, una candela ed un vaso con ramoscelli dell’albero di sakaki. Ogni rito inizia sempre con il lavarsi delle mani ed il risciacquo della bocca, pii si deposita davanti all’altare un’offerta di un po’ di riso ed una scodella d’acqua. In seguito si sta in piedi o seduti su un tappetino e si china la testa verso l’altare in segno di deferenza. Dopo la preghiera si piega due volte la testa, si battono due volte le mani tenendole sollevate e si termina con un inchino. Infine si portano in tavola le offerte commestibili e si consumano.

fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>