Fantasmi nei musei, dobbiamo avere paura? Non dobbiamo dimenticare che parliamo di luoghi di storia, arte e cultura, ma per molti appassionati di mistero sono anche spazi in cui leggenda e paranormale si intrecciano.

Fantasmi nei musei e oggetti maledetti
Soprattutto con le collezioni esposte. Queste storie di fantasmi nei musei, reali o frutto di suggestione, catturano l’immaginazione di visitatori e curiosi perché portano l’idea del passato a un contatto diretto con il presente, come se le anime dei tempi andati rimanessero a vagare tra le sale ricche di cimeli e opere.
Una delle storie più note nel panorama delle leggende “infestate” riguarda una bambola esposta al museo di East Martello a Key West, in Florida, conosciuta come “Robert the Doll”. Non sarà un fantasma nel senso stretto del termine ma questa bambola in abbigliamento da marinaio, realizzata agli inizi del XX secolo, è legata a numerosi racconti di fenomeni inquietanti.
Chi visita il museo e non rispetta certi rituali, come chiedere il permesso prima di scattare una foto, racconta di aver vissuto incontri inspiegabili, strane sensazioni o persino sfortuna dopo la visita. Secondo la leggenda, la bambola sarebbe addirittura in grado di muoversi da sola e di cambiare espressione.
Anche nelle grandi istituzioni culturali americane le storie non mancano. Il Metropolitan Museum of Art di New York, uno dei musei più celebri al mondo, vanta una propria leggenda su una bambina fantasma che si aggirerebbe nei corridoi dedicati all’arte americana. Accompagnata dal suono di risate o passi leggeri quando le sale sono vuote.
Unione tra luoghi e spiriti

Questo tipo di racconto alimenta l’idea che le grandi collezioni custodiscano non soltanto opere d’arte ma anche frammenti di storie umane. Allo stesso modo, altri musei d’arte moderna come il MoMA di New York hanno raccolto testimonianze, spesso diffuse in occasione di Halloween o in video virali di presenze inspiegabili, figure bianche o rumori misteriosi catturati da personale e visitatori.
Dobbiamo sottolineare che non tutte le storie di fantasmi nei musei si legano a oggetti specifici. In molti musei storici e case museo, come il Merchant’s House Museum sempre a New York, si parla di presenze che risalgono a antichi abitanti o a familiari che non vollero mai lasciare la loro casa, trasformata col tempo in museo.
I curatori a volte accolgono queste narrazioni come parte della storia locale, affascinanti e misteriose, sebbene spesso non supportate da prove scientifiche. In Europa e altrove, pur non essendo sempre documentate come nei casi americani, circolano leggende su fantasmi nei corridoi o nelle sale di antichi palazzi e musei.
Che si creda o meno ai fantasmi, queste storie contribuiscono a dare ai musei un’aura di mistero e fascino. E forse a creare un contatto con gli spiriti.