La metafonia è una branca interessantissima del paranormale. Quali sono gli studiosi che hanno contribuito a comprenderla e a diffonderla in tutto il mondo?

Gli esperti di metafonia più conosciuti
Questa, chiamata anche metafonesi, è un fenomeno linguistico che consiste nella modifica del suono di una vocale per effetto dell’influenza esercitata da un’altra vocale presente nella stessa parola. Ovviamente questo a livello tecnico. Scientificamente si tratta di un processo fonetico molto studiato dagli specialisti di linguistica storica e dialettologia, perché aiuta a comprendere come le lingue si siano evolute nel corso dei secoli.
Per quel che riguarda lo studio del paranormale essa si concentra sulla registrazione ambientale di luoghi che si pensa siano infestati e di sedute di analisi nei quali eventuali medium o appassionati tentano di mettersi in contatto con le anime che ancora si trovano sulla terra.
La metafonia applicata al paranormale sostiene la possibilità di registrare o ricevere messaggi attribuiti a persone defunte attraverso strumenti elettronici come registratori audio, radio o computer. Questo ambito, spesso associato al fenomeno delle cosiddette “voci elettroniche” (Electronic Voice Phenomena o EVP), è oggetto di interesse da parte di ricercatori indipendenti e appassionati.
Tra le figure più note vi è Friedrich Jürgenson, artista e documentarista svedese che negli anni Cinquanta dichiarò di aver registrato accidentalmente voci attribuite ai defunti durante alcune registrazioni naturalistiche. Il suo lavoro suscitò grande curiosità e contribuì alla nascita della ricerca sulle EVP.
Un altro nome fondamentale è quello di Konstantin Raudive, psicologo e filosofo che raccolse migliaia di presunte registrazioni paranormali. Il suo libro dedicato alle voci elettroniche contribuì a diffondere l’argomento in Europa e influenzò numerosi ricercatori successivi.
Una branca in continua crescita

Nel mondo italiano una delle personalità più conosciute è Marcello Bacci, noto per le sue sedute durante le quali sosteneva di ricevere messaggi attraverso una comune radio a valvole. Le sue esperienze hanno attirato l’interesse di studiosi del paranormale e di curiosi, pur rimanendo oggetto di dibattito e senza una validazione scientifica condivisa.
Un’altra figura spesso citata è quella di Anabela Cardoso, che ha pubblicato numerosi lavori sulle registrazioni elettroniche e ha proposto metodi di analisi delle presunte comunicazioni, cercando di rendere più sistematico questo tipo di ricerca.
Un nome conosciuto è anche quello di Sonia Rinaldi, che si occupa di quella che viene definita transcomunicazione strumentale, un insieme di tecniche che comprende non solo le registrazioni audio ma anche immagini e segnali elettronici interpretati come possibili forme di comunicazione con l’aldilà.
La comunità scientifica interpreta generalmente le presunte voci come il risultato di fenomeni psicologici e fisici, quali interferenze radio, rumore elettronico e pareidolia uditiva, cioè la naturale tendenza del cervello a riconoscere parole o schemi significativi all’interno di suoni casuali.
Voi cosa ne pensate?