
Gli sciamani della giungla sud-americana erano in grado di curare le persone solo attraverso l’utilizzo delle loro conoscenze e delle erbe che crescevano attorno a loro. L’antichissima dottrina erboristica di questi sciamani sarebbe andata perduta se non fosse arrivata una nuova scienza, l’etnobotanica, a cercare di salvarla dall’oscurità.
Tra i primi etnobotanici nel mondo ci fu Nicole Maxwell. Era figlia di una famglia benestante di San Francisco e, oltre a dedicarsi allo studio della medicina, a circa quarat’anni cominciòa viaggiare nel selvaggio Sud America. La Maxwell si era già sposata e separata quando nel 1952, mentre stava compiendo una spedizione nella giungla peruviana, cadde e si tagliò un braccio con il suo machete.
Purtroppo nemmeno la pinza emostatica riusciva a chiudere il grosso taglio per fermare l’emorragia. Non sapendo che altro fare la donna accettò di bere un liquido nero eal contempo di cospargerlo sulla ferita. Il rimedio indio funzionò e nel giro di tre minuti l’emorraggia cessò. La Maxwell non sapea cosa fossquel liquido scuro, ma per i successivi quarant’anno raccolse le erbe usate nella medicina popolare su-americana.


