Ippocrate, come tanti medici anche nei giorni nostri, era convinto che ci fosse una connessione tra la mente umana e il corpo e che i sogni rendessero possibile avere indizi sulle condizioni fisiche dell’individuo.
Pensava che sognare il colore nero fosse il sintomo di un’infermità mentre il sogno di volare significava alienazione mentale, secondo lui i sogni potevano anche preannunciare malattie.
Altri filosofi greci, come ad esempio Platone, abbandonarono l’idea di curare con l’utilizzo di agenti esterni. Questi ipotizzò che dai sogni si potesse capire se la vita dell’individuo era equilibrata.




