Tra Steiner e il contadino Felix Kooguski nacque un’amicizia duratura e il giovane scoprì Goethe. Attraverso la sua opera poetica Stenier si convinse d’aver incontrato uno “spirito affine“. Goethe aveva la passione per le sceinze, scrisse difatti trattati di botanica, ottica, anatomia e allo stesso tempo ascoltò le voci della natura, cioè dell’anima.
Mentre studiava il grande “maestro” ebbe da un editore l’incarico di curare la pubblicazione proprio di una sua raccolta di opere scientifiche. Nel frattempo iniziò a dare lezioni privare per arrotondare e si trovò ad insegnare ad un ragazzo autistico di nome Otto scollegato dalla realtà e ritardato mentale.
Dopo qualche tempo chiese ai genitori di potersi occupare totalmente della sua educazione ed ebbe il loro consenso, iniziò quindi ad applicare a Otto le tecniche pedagogiche che aveva calibrato sui suoi bisogni e in meno di due anni fece regredire completamente i disturbi del ragazzo.
