Nel 1927 il pilota Charles A. Lindbergh sorvolò l’Atlantico con il suo aereo, lo Spirit of Saint Louis, e mentre lo faceva ebbe una straordinaria esperienza: si staccò dal suo corpo terreno.
Prima che parlasse della sua esperienza passarono però cinquant’anni. “Esitevo indipendentemente dal tempo e dallo spazio“, raccontò “ebbi la sensazione di abbandonare il mio corpo, allo stesso modo in cui mi immagino che uno spirito se ne vada, di diffondermi nella cabina di pilotggio, attraverso la fusoliera, come se la struttura e le pareti dell’aereo non esistessero più. Andavo verso l’alto, verso l’esterno, finché tornai ad avere coscienza di me, ma in modo molto diverso dalla forma umana che avevo lasciato nell’aereo in volo, alla quale rimanevo tuttavia legato mediante un filo sottile e lunghissimo“.
Lindbergh, che pilotava l’aereo ormai da ventidue ore, sapeva che la sua esperienza avrebbe potuto essere attribuita alla stanchezza, ma lui era certo che non fosse quella la causa della sua insolita esperienza.

