
Oggi, per la rubrica Vite esoteriche, vi riporteremo una vicenda successa ad una nostra cara lettrice, Didone, una ragazza, che come me, si è messa in gioco per dar modo a tutti coloro che non capiscono e non credono alla magia di ricredersi.
La passione per l’occulto mi accompagna fin da bambina, quando mia madre acquistava riviste che trattavano temi come l’astrologia, metodi divinatori, magie varie.
Per me e mia sorella c’era un rito irrinunciabile, da svolgere ogni 31 dicembre allo scoccare della mezzanotte. Era una sorta di gioco magico, semplicissimo, che aveva lo scopo di far conoscere di quale colore sarebbe stato l’anno entrante per l’amore. Munite di 3 aghi da cucito, dovevamo infilare in ognuno di questi un filo rosso, uno nero e uno bianco.

Dell’ aspersorio
Eden: Deriva dall’ebraico (eden, delizia), attribuito ad una località da cui scaturivano quattro fiumi: Tigri, Eufrate, Gihon e Pison (forse Gange e Nilo): Vi si trovavano (Genesi 2, 8 ) molti alberi, tra i quali l’albero della vita (segno di benedizione e di perfetta comunione con Dio) e quello della conoscenza del bene e del male, i cui frutti erano proibiti all’essere umano prigenio. Un divieto volto a proteggere l’uomo dalla tentazione di sostituirsi a Dio, stabilendo da sé stesso cosa sia il bene e che cosa è male (Dio non ha mai definito tali differenziazioni, poiché tutto è causale, nulla è casuale, mentre il Tutto è giusto e perfetto).