Orbs, Globi di luce, cosa sono realmente?

Tornaniano anche oggi a parlare di Orbs, quel fenomeno che da tempo sta scatenando numerose perplessità. Oggi, abbiamo le dichiarazioni di un ricercatore, che cercherà di farci capire, nel corso di vari post, che cosa sono gli orbs. Quello che segue è del ricercatore Giorgio Rambaldi.

Gli Orbs , o Globi di Luce, hanno una loro realtà fisica , anche se extradimensionale, anche a metri e metri di distanza hanno una loro tridimensionalità , per quanto sottili essi appaiano . Non sono luminosi di per sè, ma ciò che li rende tali è lo strato di materia eterica di cui sono composti . Questa , almeno , è la risultanza delle immagini che ci fornisce un comune apparecchio fotografico digitale .

Di fatto , il sensore CCD è di tipo quantico e bidimensionale , il che significa che ha la tendenza a ridurre le immagini su un piano di realtà più compresso di quanto realmente non sia e , inoltre , va tenuto presente che la struttura stessa dell ‘Orb varia a seconda della qualità ottica ed elettronica della macchina che lo riprende.

Orbs (Orbital Reduction Ball Shine), cosa sono?

Oggi parleremo degli ORBS (Orbital Reduction Ball Shine) dei globi di luce che possono essere visti a attraverso le foto, scattate attraverso delle macchine fotografiche tradizionali o digitali, meglio ancora se con i raggi infrarossi.

Secondo alcuni studiosi la loro presenza viene manifestata tramite l’uso dei flash, inoltre esteticamente sembrano sfere trasparenti di differenti dimensioni e densità ed hanno sempre una corona ed un nucleo.

Più persone ci sono, più gli Orbs tendono a ad essere numerosi, anche gli animali percepiscono la loro presenza.

Bruce Gernon jr e il suo aereo, un salto nel tempo e nello spazio

Bruce Gernon jr e suo padre erano a bordo del suo Beechcraft Bonanza. Erano partiti dall’isola di Andros, nelle Bahama, diretti in florida, a Palm Beach. Avevano preso quota  quando Bruce vide davanti a sé una nube a forma di sigaro.

Era il 4 dicembre del 1970 e Bruce pensò di accelerare per uscire più in fretta dal tunnel formato dalla nube, sul fondo del quale vedeva il cielo blu. La strana nube sembrava avvolgere il velivolo e accompagnarlo e non era per niente simili a tutte le altre nubi che si incontrano volando nei cieli.

Bruce in seguito ebbe modo di raccontare che “la muraglia era di un bianco accecante, con delle piccole nubi bianche che ruotavano in senso orario tutt’attorno“. L’aereo sembrava avesse una velocità innaturale. Sia Bruce che suo padre si sentirono stranamente leggeri in quella velocità, poi l’aereo uscì dalla nube e passò in una foschia verdognola, non nel cielo blu che aveva intravisto poco prima.

UFO, rapitori dallo spazio: Betty Hill e il marito

A parti dagli anni ’60 sono state sempre di più le persone che hanno affermato di essere state rapite dagli alieni, trascinati a forza sulle astronavi e portate via. I dettagli del rapimento cambiano di volta in volta, ma molti episodi pare che seguano un identico copione.

In genere le persone vedono un UFO e poi si ritrovano ore dopo a chiedersi come è passato quel tempo perchè non se lo ricordano. In seguito poi questi individui soffrono di incubi e di una forte ansia. Poi un pò alla volta cominciano spontaneamente a ricordare. Se non lo fanno ricorrono all’ipnosi e ritrovano i ricordi del rapimento.

Molti sono scettici in merito e credono che i racconti siano solo allucinazioni o pure invenzioni. I rapiti raccontano di aver subito visite mediche accurate e di gravidanze dovute ad extraterrestri.

Avvistamenti UFO a Washington, vicino alla Casa Bianca nel 1952

Qualche giorno dopo l’avvistamento avvenuto sulla baia di Chesapeak, di cui abbiamo già parlato, un altro avvistamento ebbe grande eco. Il fatto ebbe inizio all’aeroporto nazionale di Washington, situato a pochi chilometri dalla Casa Bianca.

Il primo avvistamento si verificò poco prima della mezzanotte del 20 luglio. In quell’occasione i controllori di volo captarono sette oggetti in lento movimento su due radar. A detta di Harry G. Barnes, uno dei controllori, viaggiavano ad una velocità trai 600 e i 2.000 km orari.

Barnes chiamò la torre di controllo e il radarista affermò che vedeva le sue stesse immagini. Lo stesso acadeva venti chilometri più in là,  nella base di Andrews dell’aeronautica militare, nel Maryland. Alle tre ne informarono l’Air Defense Command e mezzora dopo due caccia F-94 erano in volo.

Paul Devereux, l’energia della Terra e i complessi megalitici – I

Nel 1978 Paul Devereux cominciò a studiare i moniliti che disseminavano la campagna inglese, convinto che le grosse pietre fossero conduttori di una forza inspiegabile. Per farlo diede il via a due campagne: una nella quale venivano impiegati gli ultimi ritrovati della tecnologia scientifica in grado di rilevare qualcune tipo di energia.

L’altra si approcciava allo studio dei fenomieni in modo meno ortodosso, ovvero con la collaborazione di rabdomanti in grado di trovare le energie attraverso i loro poteri paranormali. Secondo Devereux i megaliti erano catalizzatori di energie posti sulle ley terrestri che incalavano i flussi.

Questa duplice iniziativa venne chiamata Progetto Drago a causa dell’antico nome cinese che rappresenta queste correnti terrestri. Il primo cambo base dello studioso fu posto a Rollright Stones, un sito megalitico a circa una trentina di chilometri da Oxford.

Tutti i colori del drago, mitica creatura intelligente – parte II

Continuiamo a parlare dei draghi suddividendoli, non tanto per forma, dimensioni, capacità e poteri magici, quanto secondo i colori della pelle, attraverso i quali si possono estrapolare le loro caratteristiche e abitudini ambientali e alimentari.

DRAGHI VERDI: sono creature belligeranti che amano creare intrighi a livello politico. Vivono nelle foreste, in genere scelgono come dimora l’albero più vecchio e maestoso. Sono molto aggressivi, ma talmente intelligenti da scegliere sempre le soluzioni che comportano meno lavoro possibile. Sono anche profondamente bugiardi. Fisicamenti li si riconosce anche per la lunghezza di collo e zampe. Gioca con la sua preda per giorni prima di mangiarsela ed emette gas tossici.

DRAGHI BIANCHI: sono creature piccole e intelligenti, vivono in climi freddi, in genere artici, quindi li si possono trovare nelle zone vicino al Polo. Questo per fortuna esclude incontri sgradevoli! Amano la solitudine, la neve e le caverne in cui nascondono per evitare pioggia e sole. Anche questa specie di drago è alata.

Tutti i colori del drago, mitica creatura intelligente – parte I

Abbiamo parlato delle prime leggende sui draghi e di alcuni di essi in particolare, ma non abbiamo ancora affrontato l’argomento in generale. Da come si può facilmente intuire dal titolo parliamo dei colori dei draghi. I capostipiti dei draghi erano neri, concepiti da Tiamat, con artigli da aquila e ali da pipistrello, e blu profondo.

Queste due si considerano le razze più antiche mai apparse sulla Terra. Poi ci sono i draghi rossi, che forse discendono da quelli neri, che simboleggiano una malgiava forza dirompente. L’Idra è una sottospecie dei draghi neri e viene descritta come la specie più cattiva perchè uccide anche solo per il piacere di farlo. Però, nonostante la loro forza e cattiveria non possiedono nessun potere magico. Ma vediamoli…

DRAGHI NERI: sono vili perchè tentano di affrontare mai chi li caccia, sono cattivi e ossessionati dalla morte. Sono malevoli e amano spaventare la gente e combinare danni, bruciavano i villaggi con il loro fuoco. Un drago nero, oltre che dal colore della pelle, può essere riconosciuto dalla sua struttura schelettrica. In genere preferisce muoversi durante la notte quando si sente più a suo agio.

Draghi, miti e leggende nella storia dell’umanità – parte II

Il più famoso cacciatore di draghi è senza dubbio San Giorgio, cui segue su territorio italiano, San Silvestro che liberò Roma dall’alitosi velenosa del drago che viveva nelle profondità della terra e che impestava l’aria, e Santa Marta che sconfisse Tarasca, il drago che devastava al suo passaggio le pianure della valle del Rodano poi ancora San Marcello, San Romano e la Gargouille di Rouen, come si può notare tutti Santi.

Per quale motivo? Beh, la malvagità non poteva che essere sconfitta dalla… Santità! Un’altra storia di cavalieri e draghi è quella di Sant’Efflem, nella quale un principe per sconfiggere il drago chiese aiuto al parroco della sua città. E fu proprio quest’ultimo, armato solo della fede a far scappare la bestia a … zampe levate!

Di contro ai Santi famosi, cacciatori di draghi, ci sono le bestie famose, fin dai tempi antichi. Possiamo citare, Tiamat, di cui potete leggere in un altro articolo, di Apopi, drago contro cui combatteva il dio sole Ra ogni volta che tramontava e veniva la notte, Tifone dalle mille teste che solo Zeus ebbe il coraggio di combattere.

Draghi, miti e leggende nella storia dell’umanità – parte I

 Fin dagli albori la storia dell’uomo è sempre stata popolata da miti e leggende che riferivano di mostri e temibili creature incantate che avevano incredibili poteri e forza soprannaturale. Le più potenti tra queste creature erano i draghi, distruttivi e malvagi, ma adi intelligenza superiore all’uomo.

La descrizione che è sempre stata fatta di queste creature leggendarie li fa rassomigliare a giganteschi serpenti, a volte con zampe anteriori e posteriori, a volte solo posteriori, con ali oppure senza. La maggior parte di loro sputava fuoco ed avevano grandi fauci ed enormi artigli affilati.

Rappresentavano l’incarnazione del male in quasi tutto il globo, tranne nelle civiltà occidentali, dove venivano ritenute creature benefiche protettrici degli uomini. Due punti di vista diametralmente opposti. Per tutti indistintamente però ossa e sangue di drago avevano grandissime proprietà curative.

1952, boom di avvistamenti UFO: nasce progetto Blue Book – parte II

Molti giudicarono poco convincenti le spiegazioni e la rivista Life incaricò un gruppo di studiosie e scrittori di preparare un articolo che facesse il punto della situazione. Ottennero la collaborazione del comandante Ruppelt e la possibilità di studiare tutti gli archivi. Tolsero anche il segreto di Stato per le segnalazioni che avevano registrato fino a quel momento.

Alla sua pubblicazione l’articolo fece sensazione perchè vi si asseriva che gli oggetti non erano fenomeni naturali, bensì “artifici creati da un’intelligenza superiore”. Vennero rese pubbliche dieci segnalazioni fino a quel momento tenute segrete che, a detta degli autori, erano inspiegabili con la scienza.

Anche un famoso scienziato Walter Reidel, che era stato a capo della base missilistica tedesca durante la guerra, affermò di essere convinto dell’esistenza degli extraterrestri. L’estate del 1952 fu la parte dell’anno con più intensa attività di avvistamenti.

1952, boom di avvistamenti UFO: nasce progetto Blue Book – parte I

Nel 1952 vi furono ben 1501 segnalazioni di avvistamenti UFO, una cifra sbalorditiva, un boom mai visto. Il progetto Gruge, che era stato ripreso, e al cui comando era stato assegnato il comandante Edward J. Rupperlt, venne trasformato nel progetto Blue Book, entità separata.

Rupperlt fece una mossa molto saggia: legò al progetto alcuni ufficiali dell’Air Defense Command, in modo da avere i fotogrammi delle immagini radar che potessero individuare possibili UFO. Passarono così alla storia le famosi luci di Lubbock.

Nelle due settimane tra agosto e settembre del 1951 centinaia di persone videro strani oggetti nel cielo sopra Lubbock, nel Texas. Tutto cominciò la sera del 25 agosto quando un uomo e una donna videro passare, a circa trecento metri d’altezza, un enorme UFO sulle cui strutture alari lampeggiavano lucine azzurre.

UFO e la sicurezza degli Stati Uniti – parte III

Era il maggio del 1950 quando un agricoltore dell’Oregon, precisamente a McMinnville, scattò due fotografie di un disco volante. Erano circa le 19.30 di sera e la moglie di Trent era fuori a dar da mangiare ai conigli, quando notò nel cielo un oggetto metallico che si spostava lentamente.

Si mise a urlare chiamando il marito che si precipitò fuori ed ebbe il tempo di scattare due fotografie. Le mostrò solamente ad alcuni amici, ma la voce ben presto si sparse e furono pubblicate su un quotidiano locale. Le sue fotografie furono studiate attentamente da scettici e sostenitori della teoria degli UFO, in seguito anche da personale dell’aeronautica militare che lavorava nel comitato Condon.

Il rapporto fu poi pubblicato diciannove anni dopo e sembrò avvalorare la tesi dell’oggetto volante non identificato, anche se non escludeva completamente una burla ben orchestrata, pareva che le foto fossero originali, non truccate, insomma autentiche.

UFO e la sicurezza degli Stati Uniti – parte II

Alla fine del 1949 il periodico True, diretto ad un pubblico maschile, chiese a Donald E. Keyhoe di scrivere un articolo sui dischi volanti, che fu pubblicato all’inzio dell’anno successivo con il titolo: “I dischi vlanti sono veri”. Il pezzo causò gran scalpore.

Nell’articolo Keyhoe, pur non portando effettive prove, sosteneva che doveva essere vero se nessuna delle sue fonti “altolocate” aveva voluto parlarne e visto l’imbarazzo sul soggetto dell’aeronautica militare. Sempre secondo l’autore del pezzo, venivano tenuti segreti importanti fatti per non diffondere il panico tra la gente, ma nelle segnalazioni c’era del vero.

Sosteneva inoltre di avere prove provienenti da fonti anonime, che non avevano voluto dichairare il proprio nome. Due mesi più tardi il True pubblicò un altro articolo, stavolta firmato dal comandante Robert B. McLaughlin, ufficiale della marina esperto in missilistica, in servizio nella base di White Sands nel New Messico.