Djinn, creatura dei popoli semiti

Oggi per la sezione creature mitologiche voglio parlarvi del Djinn, che secondo i popoli semiti, sono spiriti dei defunti che solamente di notte possono agire e svaniscono al primo raggio di sole.

Questi esseri possono rendersi invisibili diventando come Ghoul, ma anche trasformarsi in animali come i Silah e sono responsabili di malattie e pazzia come i Ifriit.

La poetessa Saffo

Oggi voglio parlarvi di Saffo, la più famosa e amata fra le poetesse, Saffo la bella, che da secoli bisbiglia soavi e antiche armonie.

Saffo nacque ad Ereso, nell’isola di Lesbo, da Cleis e Scamandronimo intorno all’anno 640 a.C, aveva tre fratelli Larico, Erigio e Carasso. Dopo un periodo passato in Sicilia con la famiglia a causa dell’esilio, riuscì in seguito tornare in patria, a Mitilene, dove fondò il tìaso (indica un gruppo legato ad una Divinità, ed in genere i tìasi erano dedicati a Dioniso, e le donne che ne facevano parte erano dette Menadi, Tiadi, Baccanti, Lenee. Il sodalizio di Saffo agiva sotto la protezione della voluttuosa Afrodite e del suo corteo) , un gruppo destinato ad istruire le fanciulle (alcune studentesse erano Archianassa, Arignota, Attis, Dica, Eirana, Girinno, Megara, Tenesippa e Mica) di agiata condizione alle arti, alle buone maniere e al ruolo femminile che le donne greche erano costrette e interpretare.

La leggenda della Luna

 Tempo fa lessi di una leggenda riguardante la luna su libro di Scott Cunnigham “Il libro delle Ombre”, questa leggenda è strettamente legata al Dio Cernunno e alla Dea Diana, rispettivamente Dio Sole, Dea Luna.

In un tempo dove la Dea Diana andava alla ricerca dei misteri da scoprire e da risolvere, un giorno volle scoprire anche quello della morte, cosi quando l’inverno giunse di nuovo sulla terra e Dio Cernunno morì, Diana decise di seguirlo per capire come funzionasse la morte, cosa c’era di bello o di brutto in quel mondo. Mentre si accingeva ad entrare nel portale che porta al mondo dei morti il guardiano dei portali la fermò e la sfidò dicendogli:

“Spogliati dei tuoi indumenti e deponi tutti i tuoi gioielli, poiché nulla potrai portare in questa terra”.

Divinità dei Pantheon più importanti

Oggi voglio presentarvi le divinità più importanti nel pantheon Romano, Greco, Scandinavo, Egizio e Celtico.

Rhea
Una Dea di Creta, la madre della grande montagna, la terra che diede la vita alla creature dei suoi boschi e della sua superficie ricca di frutti.

Selene
Dea Greca della luna piena

Divinità dei Pantheon più importanti

Oggi voglio presentarvi le divinità più importanti nel pantheon Romano, Greco, Scandinavo, Egizio e Celtico.

Hebe
Una giovane Dea della primavera il cui nome significa ” colei di rugiada”.

Hecate
Dea della notte. La Dea lunare nella sua forma oscura. Lei è la regina della morte e governa i poteri magici della rigenerazione.

Divinità dei Pantheon più importanti

Oggi voglio presentarvi le divinità più importanti nel pantheon Romano, Greco, Scandinavo, Egizio e Celtico.

Beli
Chiamato anche Bel, Belenus.Britannico. Dio della luce,del benessere,delle pecore e del bestiame. Il suo significato è “brillante”. Sua moglie era Belisama, dea della luce e del fuoco,della fornace e delle Arti. Beli fu una delle più antiche divinità celtiche e con il nome di Belenus veniva celebrato nel nord dell’Italia, in Gallia e probabilmente in Britannia.

Blodeuwedd
” Il viso di fiori ” ” Il fiore bianco “. Signora delle iniziazioni celtiche conosciuta come la Nonupla Dea delle Isole del Paradiso. Creata da Math e Gwydion e moglie di Lleu, venne trasformata in un gufo perche aveva organizzato la morte del marito e per l’adulterio. Lei è la fanciulla nella Triplice Dea.

Divinità dei Pantheon più conosciuti

Oggi voglio presentarvi le divinità più importanti nel pantheon Romano, Greco, Scandinavo, Egizio e Celtico.

Ariadne
La Dea cretese che era una volta onorata solo dalle donne. Lei era la Dea del sotterraneo e dell’evoluzione. Una Dea della vegetazione.

Arianrhod
Celtica, Dea delle stelle o del cielo, della reincarnazione, Dea della luna piena. Il suo palazzo è chiamato Caer Ariandrhod ( Aurora Borealis ) e lei è la guardiana della Ruota d’argento delle stelle, un simbolo del Karma. Madre di Lleu Llaw Gyffes e Dylan da suo fratello Gwydion. Il suo consorte originale era Nwyvre ( Cielo o Firmamento ). L’aspetto Madre della Dea Triplice, onorata nella Luna Piena . Bellezza, fertilità e reincarnazione.

Divinità dei Pantheon più conosciuti

Oggi voglio presentarvi le divinità più importanti nel pantheon Romano, Greco, Scandinavo, Egizio e Celtico.

Acantha
Uno spirito greco del fiore d’acanto. Era una ninfa amata dal Dio-Sole e quando morì fu trasformata nel sole amante di questa pianta.

Aega
La figlia del Sole e, come le sue sorelle Circe e Pasiphae, una bellissima e ipnotica donna, così bella che quando i Titani attaccarono gli Dei dell’ Olimpo, la Dea Madre Gaea mise Aega in una grotta per nascondere la sua bellezza raggiante.

L’anima gemella

 Da sempre si cerca l’anima gemella, quella parte di te mancante, quella che ti completa in tutto e per tutto, che anche non essendo uguale a te caratterialmente ti comprende e ti fa battere il cuore come non mai, quella persona che amerai per tutta la vita e oltre, la persona di cui ami anche i difetti, che ti fa stare bene come se non ti servisse più nulla, come se non avessi più bisogno di nulla, quella persona che anche se conosci da pochi istanti ti sembra di conoscere da una vita, forse una vita passata. Vi siete mai sentiti cosi?

Una piccola leggenda romantica, narra che in origine l’uomo aveva quattro braccia, quattro gambe e due teste, e queste erano in perfetta simbiosi colmi d’amore l’uno per l’altro. Un giorno, Dei gelosi scagliarono un fulmine sull’uomo, lo separarono e dispersero le due distinte persone sulla Terra. Da allora, racconta la leggenda, che ogni persona cerca, per gran parte della vita, disperatamente, l’altra metà di se stessa per ricongiungersi e poter ritornare ad essere un tutt’uno felice e pieni d’amore.

Robin Hood, forse è stata trovata la sua tomba nella contea del Warwickshire

Se anche voi siete tra quelle persone che amano la storia di Robin Hood, direttamente della contea del Warwickshire ci viene data notizia che è stata trovata una tomba coperta per metà di muschio e senza lapide forse appartenuta al vero “Robin Hood”. Secondo lo storico David Baldwin appartiene a uno dei più celebri eroi popolari inglesi: Robin Hood.

Baldwin, ex-docente universitario, afferma che l’individuo sepolto in quella tomba sia Roger Godberd colui che ispirò la leggenda di Robin Hood.

Godberd era già stato proposto come il vero Hood il fuorilegge, ma finora le prove non erano mai state esaminate, ma Baldwin, spiega la teoria nel suo nuovo libro, “Robin Hood” the English Outlaw Unmasked“.

Personaggi mitologici

Oggi torneremo a parlare di figure mitologiche del passato, conosciute a tutti, o quasi per la loro storia e gesta.

MINOTAURO
Era un mostruoso essere nato per la punizione divina che Poseidone volle dare a Minosse. Minosse re di Creta, aveva chiesto al dio una vittima sacrificale da immolargli, allora Poseidone fece uscire dal mare un bellissimo toro bianco e Minosse vedendo la bellezza dell’animale volle tenerlo per se e al dio sacrificò un’altro toro delle sue stalle, allora Poseidone irato fece innamorare Pasifae del toro da lui inviato.

Personaggi mitologici

Oggi torneremo a parlare di figure mitologiche del passato, conosciute a tutti, o quasi per la loro storia e gesta.

LESTRIGONI
Era un popolo mitico di giganti antropofagi governati dal re Antifate. Gli antichi indicavano la sede di questo selvaggio popolo in Sicilia e in particolare la zona vicino a Leontini (l’attuale Lentini) dove esisteva una «pianura lestrigonia». Ulisse vi approdò dopo che i suoi uomini aprirono gli otri del vento. L’astuto Ulisse ormeggiò la sua nave lontano dal porto quindi, per sapere qualcosa sugli abitanti di quel luogo, mandò avanti degli esploratori. Antifate prese uno dei Greci e lo mangiò; gli altri tentarono di fuggire ma il re li inseguì e i suoi Lestrigoni affondarono le navi lanciandovi dei massi enormi, e pescando i Greci come dei pesci per mangiarli. Si salvò solo Ulisse e l’equipaggio della sua nave che era stata ormeggiata lontana.